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2013/11/13

Fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali a Coriano

DOMENICA 17 NOVEMBRE 2013
SAGRE
CORIANO
CENTRO DEL PAESE
FESTA D’AUTUNNO A CORIANO

Torna puntuale l’appuntamento con la Fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali, giunta

2011/03/02

Storie straordinarie di donne

MARTEDÌ 8 MARZO
TEATRO
CORIANO
TEATRO CORTE
VIA GARIBALDI, 127

Sul palco del Teatro Corte va in scena “Lo Chopin partiva. Storie di donne”: voce di Mariolina Coppola; canto, Paola Sabbatani; contrabbasso, Roberto Bartoli.
Una raccolta di interviste per raccontare storie straordinarie di donne comuni, intrecciate ad alcuni tra gli eventi cruciali del XX secolo.

Ore 21
Tel. 0541 659864
Ingresso gratuito

In Scena Tanimodi

Sabato 5 Marzo
TEATRO DIALETTALE
CORIANO
TEATRO CORTE
VIA GARIBALDI, 127
IN SCENA TANIMODI

Sul palco del Teatro Corte va in scena “Tanimodi”, atto unico tragicomico di e con Sergio Casabianca e Marco Moretti. La trama: due vecchietti chiaccherano, a volte vaneggiano, a volte sfiorano temi alti, ma poi ritornano ciclicamente sul motivo per cui sono lì seduti.
Passano dai ricordi all’attualità del presente, dai giochi e dalle battute ai momenti di solitudine. Sono due personaggi nati nel secolo scorso che si ritrovano, nei primi anni di questo millennio, alla conclusione della propria vita. Uno spettacolo esilarante, che sceglie il dialetto come linguaggio per esprimere e comunicare.

Ore 21
Tel. 0541 659864

2011/02/02

Ispirato a Tonino Guerra

Sabato 5 Febbraio
TEATRO DIALETTALE
CORIANO
TEATRO CORTE
VIA GARIBALDI, 127
ISPIRATO A TONINO GUERRA

In scena “Voci in viaggio”, spettacolo dialettale musicale, liberamente ispirato al libro di Tonino Guerra “Il viaggio”, dove vari linguaggi espressivi quali il canto, la recitazione, la musica dal vivo, i burattini e il teatro d’ombra si uniscono.

Ore 21
Tel. 0541 659864

2010/09/16

Fiera del Sangiovese

Domenica 19 Settembre
FIERE
CORIANO
SEDI VARIE

Quarantaquattresima edizione della fiera mercato dove trovare prodotti artigianali di tutti i generi, esposizioni di vini corianesi e romagnoli, mostre tematiche sul vino e stans con la gastronomia locale.

Dopo un’allegra sfilata del carro allegorico dei piccoli contadini, si potrà assistere all’antico rito della pigiatura.
La serata sarà allietata dalla musica folcloristica romagnola con ballo su pista, giochi popolari, degustazione di vini romagnoli e si spettacolo pirotecnico conclusivo.

Ore: dalle 14 alle 24
Tel. 0541 656255
Ingresso gratuito

2010/05/19

Un posto che si chiamasse anarchia

Sabato 22 MAGGIO
TEATRO E MUSICA
Coriano
TEATRO CORTE, VIA GARIBALDI, 127

Artenovecento e Denio Derni omaggio a Fabrizio De André Matteo Peraccini, voce e chitarra - Emiliano Ceredi, chitarre e bouzouki - Francesca Quadrelli, violino - Alessandro Frattini, basso e contrabbasso - Marco Frattini, batteria - Fabrizio Flisi, fisarmonica - Claudia Stambazzi, flauti e cori - Christian Canducci, theremin - Denio Derni, attore

Il repertorio del nuovo spettacolo, selezionato e messo in scena dal gruppo stesso in collaborazione con l’attore forlivese Denio Derni, è ispirato al pensiero libertario, sul quale De André ha fondato la sua formazione artistica e umana. Il suo repertorio verrà coniugato alle storie di scrittori e poeti che per vie diverse, in altri luoghi e tempi, sono giunti alla stessa necessità di mettersi dalla parte del libero pensiero e della libera arte. L’immaginario e la poetica di De André non possono prescindere dal recupero del repertorio della tradizione anarchica di Otto e Novecento, e in particolare del canto del Sessantotto francese che ispirò la celeberrima Canzone del Maggio, e l’hanno accostata in maniera originale e coraggiosa al repertorio più politico di Fabrizio De André. Un punto di vista diverso per l’interpretazione di un album complesso come Storia di un impiegato, il più spiccatamente politico della discografia deandreana e che sarà proposto integralmente.

L’impegno sociale è d’altra parte un aspetto determinante dell’opera di De André, un punto di vista fondamentale per capire in che senso è stato da più parti definito cantautore degli ultimi.

Ore 21
Tel. 0541 659864

2010/04/23

L'ultimo sarto a Coriano di Rimini

Domenica 25 Aprile
TEATRO
Coriano
CORTE CORIANO TEATRO,
VIA GIUSEPPE GARIBALDI 127

Di Francesco Gabellini - con Marco
Bianchini - regia di Gianluca
Reggiani - musiche eseguite dal
vivo di Tiziano Paganelli - testo
finalista al Premio Riccione Teatro 2005

Guardando dalla finestra del suo laboratorio un sarto non più giovanissimo si rende conto che, già da tempo, fuori non passa più nessuno. L’uomo stenta a confessare finanche a sé stesso l’esperienza che sta vivendo.

Ciò lo porta a interpretare fallimentari tentativi di ripristino delle condizioni di vita normale. L’analisi confusa del momento che sta attraversando lo porta a valutazioni di carattere esistenziale e sociale, su di sé, su chi gli era vicino e sui motivi che hanno condotto a tale situazione. Il legame con la possibilità di pensare ancora un futuro è legato ad una voce femminile che ancora riesce confusamente ad ascoltare attraverso la radio. Il turbine dei suoi pensieri lo conduce fino a fantasticare ipotesi che lo vedono novello Noè, con la relativa, enorme responsabilità di salvezza del genere umano.

Ciò lo arrovella intorno al dubbio dell’azione, trattenuta dal timore di ciò che lo potrà attendere fuori, in quello che immagina come un mondo abbandonato dagli uomini.

Ore 22
Tel. 0541 658667

2010/04/20

Tre donne e un dialetto

VENERDÌ 23 APRILE
Coriano
TEATRO
CORTE CORIANO TEATRO, VIA GIUSEPPE GARIBALDI 127


Dialetto D'Autore 2010
Dòni: tre Donne,
un Dialetto
Con Elena Bucci, Daniela Piccari e Francesca Airaudo -
a cura di Francesco Gabellini e Loris Pellegrini - Prima
Nazionale.

Forse perché negli ultimi tempi la “riscoperta” del dialetto è avvenuta per merito di autori e interpeti maschili ci si è dimenticati di quanto questa altra lingua sia legato al mondo femminile.
In dialetto sono le ninna nanne e i lamenti funebri, le frasi d’amore ai fidanzati e le sfuriate ai mariti, i ricordi di una vita di figlia, moglie e madre, i progetti per una vita felice, i bilanci di un’esistenza oscura. Forse gli uomini col dialetto comunicano, le donne raccontano, sperano, rivivono.

C’è, in certe dolcezze del dialetto, un’ingenuità antica, da Nausicaa; c’è in certe sue asprezze, la furia delle Erinni.
C’è, nella precisione con cui scolpisce cose e fatti, una serietà quasi scientifica; c’è, nel pudore o nella sfrontatezza con cui affronta certi temi, una comicità irresistibile.
L’altra lingua, insomma, non solo si rivela più duttile, più malleabile della lingua “nazionale”, ma sembra nata come lingua “femminile”, capace di restituire – certo meglio della lingua “pura” – un mondo dolce e aspro nello stesso tempo. La voce del cuore.

Una buona opportunità per vedere all’opera, accanto a Daniela Piccari e a Francesca Airaudo, Elena Bucci, diplomata alla Scuola di Teatro di Bologna di Alessandra Galante Garrone, inizia a lavorare nel 1985 nella compagnia di Leo de Berardinis, partecipando ad oltre dieci spettacoli, da Amleto, King Lear, La tempesta, Novecento e Mille, Totò Principe di Danimarca, I giganti della montagna, fino ai più recenti Il ritorno di Scaramouche, King Lear n°1, Lear Opera, Come una rivista e alla ripresa per RAI2 di Totò principe di Danimarca.

Ore 21
Tel. 0541 658667

2010/03/25

BU BU SETTETE

domenica 28 marzo CORIANO (RN)
{TEATRO RAGAZZI}

CORTE CORIANO TEATRO, Via Giuseppe Garibaldi, 127

ideazione e regia di Gianfrancesco Mattioni, Silvano Fiordelmondo, Diego Pasquinelli e Simone Guerro - con Silvano Fiordelmondo e Simone Guerro - scene e costumi di Marina Montelli - musiche originali di Simone Guerro e Nicola Paccagnani - Teatro Pirata Quanti sono disposti ad ammettere di aver paura?
pochi, quasi nessuno. Tutti abbiamo paura, ma non bisogna aver paura di avere paura. La si può esorcizzare affrontandola con una risata. E' proprio questo il percorso che faranno due strani individui: il professor Aristide Menelao Fanfullo da LODI, studioso di paura e il suo aiutante Miro Vladimiro, timoroso quanto basta a scatenare processi di identificazione nei bambini.
I due professori hanno la pretesa di liberare chiunque da qualsiasi paura, e lo faranno tramite la
narrazione di storie originali e racconti che si perdono all'alba dei tempi fino all'epilogo finale, dove il buon Vladimiro supererà definitivamente le sue e le vostre paure.

Ore 16
Informazioni: Tel. 0541 658667

2010/03/11

CAMPANILISMI

sabato 13 marzo
CORIANO (RN) {TEATRO}
CORTE CORIANO TEATRO, v. G.Garibaldi, 127

di e con Francesco Tonti - Compagnia dei Ciarlatani

Ci sono ragioni più o meno universali per ridere. Alcuni meccanismi comici sono strettamente legati alla collettività riunita per lo spettacolo (il pubblico) altri sono più universali perché riguardano ogni uomo, di qualsiasi epoca storica e civiltà. Alcuni si legano solidamente al periodo presente, altri risultano datati e non faranno più ridere. Il linguaggio di Achille Campanile e la sua forma sono datati o ci possono far ridere? Ci parla dell’uomo o di alcuni uomini? I suoi testi sono
troppo lontani dalla comicità a cui siamo oggi abituati?

Il suo gioco sull’assurdo e sulle parole, sulle assonanze e sui doppi sensi, oltremodo geniale, porta spesso fuori da ogni logica. Tutto ciò lo ha reso anticipatore di una comicità straordinariamente sottile e ricercata.
Una comicità che non mira alla grassa risata. Allo stesso tempo Campanile è autore capace di raccontare delicatamente, con brevi pannellate, interi universi fatti di quotidianità. Dopo un lavoro meticoloso a stretto contatto con Fabio Bartoli, curatore dei suoni, e Massimo maCio Tonti, curatore delle parti video, Francesco Tonti riporta in scena il suo assolo teatrale. Settanta minuti di ritmo altissimo, nel susseguirsi di episodi assurdi e originali. Si ride senza sosta, grazie ai personaggi teatrali sapientemente interpretati e grazie alla forza dei racconti comici dell’Autore.

Ore 21
Informazioni: Tel. 0541 658667

2010/02/19

A Coriano arrivano le Fiabe Italiane

domenica 21 febbraio
CORIANO (RN) {TEATRO PER BAMBINI}

TEATRO CORTE, Via Garibaldi 127

FIABE ITALIANE

testo di Marina Allegri - con Francesca Bizzarri e Dario Eduardo De Falco - regia di Maurizio Bercini - Francesco Grossi, animatore - Patrizio Dall'Argine, pittore di scena - costumi di Patrizia Caggiati - musiche di Paolo Codognola - scenografie costruite nei laboratori di Cà Luogo D'Arte da Maurizio Bercini e Donatello Galloni - Cà Luogo D'Arte

Lo spettacolo, giunto alla sua terza stagione di vita, è stato rappresentato in tutti i più importanti teatri italiani ed è in procinto di iniziare una tournée internazionale.
E’ stato definito dalla stampa. Uno spettacolo "dove c’è gioco, fantasia, ironia e molta poesia".
“Le fiabe sono vere - scriveva Italo Calvino - sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita; sono il catalogo dei destini che possono darsi ad un uomo ed a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi di un destino:

dalla nascita, che sovente porta in sé un auspicio e una condanna, alla giovinezza, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto fino a confermarsi come essere umano”. E’ importante nutrirsi ed essere nutriti di fiabe. Sospendere, anche solo per poco, il chiaroscuro della realtà, per inoltrarsi in un bosco o in un palazzo fatato, vedendo le vite di ognuno rapite da amori fatati o sconvolte da terribili magie, messe alla prova da percorsi irti di ostacoli, verso felicità prigioniere di un incantesimo, assaporando “l’infinita possibilità di metamorfosi di tutto ciò che esiste". Così anche nelle vite dei popoli, che paiono fisse ed immutabili, tutto torna possibile: re giusti si rivelano persecutori, castelli coperti di rovi si risvegliano a nuova vita, i poveri diventano ricchi, gli ingiusti vengono puniti...


In questo spettacolo abbiamo scelto di raccontare le fiabe del popolo italiano, fiabe raccolte con grande minuzia dal Nord al Sud, fiabe apparentemente tutte uguali, ma che hanno assorbito l’eco lontana dell’anima del popolo italiano raccontatore, gli odori del bosco e del mare, gli accenti di dialetti ormai perduti, profumo di povertà e di cibi diversi, mantenendo la passione e la speranza che si esprimeva nell’attitudine di “narrar fiabe”. Due “raccontatori di italianità” si muovono nella scenografia di un’Italia in miniatura, che, come un grande flipper, si illumina a caso su una regione o una città, narrando fiabe italiane. Sono molto simili le une alle altre, le fiabe italiane, nei passaggi obbligati per arrivare alla soluzione, nei motivi che cambiano semplicemente “tipo”, nelle morali finali. Sta infatti alla piccola e grande “arte italiana” di questi due raccontatori organizzarle, valorizzarle, tenendole unite col sottile filo della storia di un popolo che trasmette con queste fiabe il colore dei suoi luoghi, le sue fatiche, le sue speranze, il suo contenuto.

Quindi, di nuovo con Calvino:
“Chi sa quanto è raro costruire un sogno senza rifugiarsi nell’evasione, formarsi un’autocoscienza che non rifiuta l’invenzione di un destino; chi conosce la forza di una realtà che interamente esplode in fantasia, sa che miglior lezione, poetica e morale, le fiabe non potrebbero darci”.

Marina Allegri
Ore 16
Informazioni:
Tel. 0541 659864 - 659865